|
|
Sacerdote PATRONE Don ALFONSO Nato a
Lattarico (CS) il 25 Aprile 1968
Indirizzo:
Via P. Mazzotti P. n 31 – 87035
Lago (CS) E-mail: patronealfonso@libero.it |
Saluto Maggio 2007
Carissimi lettori,
come sempre pace e bene. In ogni saluto, come avete potuto notare, non mi limito alla presentazione del numero della nostra rivista, ma cerco di affrontare sempre qualche argomento d’attualità alla luce della parola di Dio. Infatti per noi credenti la misura di ogni cosa non scaturisce dal modo di pensare e di agire della maggioranza delle persone, ma da Gesù Cristo, dalle sue parole e dal suo esempio di vita. Per noi credenti esiste una sola verità, Gesù Cristo che ha detto : “Io sono la via, la verità e la vita”. E’ chiaro che vivendo in una società dove molti hanno perso il senso della verità e quindi della vita, dove, come dice il papa, regna la dittatura dell’io con le sue voglie, noi dobbiamo fare un grande sforzo per mantenere la nostra identità cristiana e non venire omologati alla mentalità del mondo. Anzi ci accorgiamo in alcune situazioni della vita, quanto sia difficile mantenersi fedeli a Gesù e al suo vangelo. Facciamo l’esperienza di Pietro, che è sincero quando dice di voler dare la sua vita per Gesù, ma sbaglia contando solo sulle sue forze. Il Signore proprio perché conosce la nostra debolezza e gli inganni della carne, del mondo e del demonio, prima di passare attraverso la sua passione, morte e risurrezione, ha pregato per noi il Padre : “Padre santo, non chiedo che tu li tolga dal mondo, ma che li custodisca dal maligno”. E ancora : “Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu mi hai mandato nel mondo, anch’io li ho mandati nel mondo, per loro consacro me stesso, perché siano consacrati nella verità”. Gesù ha chiesto al Padre per noi di essere consacrati, cioè di appartenere solo a lui. E per questo il Padre per mezzo di Gesù ci fa il dono dello Spirito Santo, come frutto della Pasqua. Solo se riceviamo lo Spirito Santo possiamo partecipare della vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, possiamo essere consacrati al Padre come figli, possiamo fare della nostra vita un’offerta d’amore a Dio e al prossimo.
Ma dove possiamo ricevere oggi lo Spirito Santo ? Cosa dobbiamo fare per ricevere lo Spirito Santo ? Forse sarete delusi in ciò che vi risponderò, perché già lo sapete. Ma spesso le cose che noi sappiamo sono le più importanti e lo ignoravamo, o a causa della troppa familiarità o del loro aspetto umile. Noi oggi possiamo ricevere lo Spirito Santo nei segni che Gesù ci ha lasciato, in un modo direi graduale : innanzitutto attraverso i fratelli della Chiesa che già custodiscono nella loro vita il dono dello Spirito (Infatti Elisabetta riceve lo Spirito Santo nell’incontro con Maria, perché questa custodiva nella sua vita Gesù e lo Spirito); poi nell’ascolto disponibile delle parole della Scrittura, ispirate dallo Spirito Santo (sono come l’alito dello Spirito che ci da vita); ma in un grado ineguagliabile attraverso i Sacramenti, per mezzo dei quali lo Spirito Santo discende in noi come nella sua dimora. Ecco perché ci vuole un’adeguata preparazione prima di accostarsi a ricevere i Sacramenti. Questi tre modi di ricevere lo Spirito possiamo paragonarli all’incontro con una persona importante, che noi possiamo fare tramite un intermediario (i fratelli nella fede), ascoltando la sua parola per lettera o per telefono (la Scrittura), incontrandola a tu per tu e quasi ricevendone l’abbraccio, nei Sacramenti. Certamente questo discorso diventa illuminante solo se ci lasciamo guidare dalla fede. Un motivo per cui svalutiamo i Sacramenti è la forma con cui si presentano umile, semplice, di poco conto, come appariva Gesù ai suoi contemporanei, tra cui molti lo disprezzavano. Gesù un giorno ringrazia il Padre dicendo : “Ti benedico, o Padre,…. perché hai nascosto queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli”. I piccoli sono gli umili e non necessariamente persone senza cultura. Nel mio ministero sacerdotale ho incontrato gente istruita fattasi piccola davanti a Dio, e gente di poca cultura piena di superbia. A questi Dio nasconde i suoi misteri, agli altri li rivela. Tutta la vita della Chiesa, se ci riflettiamo bene richiede grande umiltà per essere accolta. Infatti si presenta come il Corpo mistico di Cristo, come dispensatrice dei misteri della salvezza, ha la pretesa di parlare a nome di Gesù-Dio nei suoi pastori, di essere infallibile nelle verità di fede e di morale, di comunicare da parte di Gesù lo Spirito Santo. Se confrontiamo questa pretesa della Chiesa con le sue sembianze umane, vediamo un divario abissale, che ci inclinerebbe a pensare che tutto quello che la Chiesa proclama sia una grossa balla. Ma se poi consideriamo l’altra faccia della medaglia, uomini e donne che in ogni tempo e in ogni luogo non esitano a dare la vita a Cristo, facendosi uccidere per lui, i martiri; uomini e donne, che prendendo sul serio le sue parole, rinunciano al matrimonio per il regno dei cieli, i continenti; uomini e donne che, ricordandosi delle parole di Gesù : “Ogni volta che avete fatto una di queste cose a questi miei fratelli più piccoli l’avete fatto a me”, consacrano la loro vita al servizio dei poveri, i misericordiosi; uomini e donne che prendendo alla lettera il consiglio di Gesù : “Va’, vendi quello che hai e dallo hai poveri, poi vieni e seguimi”, fanno proprio così, i consacrati; uomini e donne che ricordandosi delle parole di Gesù : “Se qualcuno vuol venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua”,accettano la sofferenza con gioia, sapendo che serve alla salvezza del mondo; uomini e donne che per amore di Gesù perdonano i nemici da gravi offese, scacciano i demoni, compiono miracoli. Anche noi forse qualche volta abbiamo compiuto qualche buona azione ricordandoci delle parole di Gesù, anche noi siamo riusciti a compiere qualche opera buona che superava le nostre forze. Ebbene se consideriamo questa schiera immensa di persone in carne e ossa che hanno compiuto e compiono cose che superano le forze umane, ci rendiamo conto che la Chiesa non è solo debolezza umana, ma è potenza divina. Tutte queste opere visibili, sono come i tasselli di un mosaico, che ci dice : Gesù è vivo ed opera attraverso i suoi.
Perciò fidiamoci della Chiesa, accogliamo la sua parola come parola di Gesù che può salvare la nostra vita. Come sempre vi esorto a formare cenacoli mariani, dove invocate lo Spirito Santo insieme alla Madonna. Poi di recente abbiamo organizzato una Via crucis vivente, cioè gruppi di 14 persone che quotidianamente si impegnano ad offrire le loro difficoltà e sofferenze per la conversione della nostra comunità. Ringrazio gli oblatori e gli estimatori della nostra rivista. Se ci sono stati errori ed omissioni, fatecelo sapere, ma soprattutto siate benevoli ed indulgenti, perché non sono stati fatti apposta. Ringrazio i volontari del bollettino e delle altre opere parrocchiali, in particolare gli oblatori della Casa degli Emigrati. “La grazia del Signore nostro Gesù Cristo, l’amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo, sia con tutti voi”.
Sac. Alfonso Patrone
Dicembre
2003
Carissimi
lettori,
mentre
vi sto scrivendo siamo proprio nel cuore dell’Avvento.
Fervono dovunque i preparativi per il Natale del Signore. In questo tempo mentre ci prepariamo a festeggiare la prima venuta di Gesù in mezzo a noi, la liturgia ci fa guardare oltre, alla sua seconda venuta, quando, come recitiamo nel credo ogni Domenica, “verrà nella gloria a giudicare i vivi e i morti”.
Gesù dunque è venuto una prima volta e deve venire ancora una seconda volta, alla fine del mondo. Tra la prima e la seconda venuta di Gesù, ce n’è una terza, intermedia : Gesù viene nella sua Chiesa, nei sacramenti, in ogni uomo che lo accoglie credendo alla sua parola.
Difatti egli ha detto : “Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”(Gv. 14,23), e :”Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro ”(Mt.18,20), e poi : “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui”(Gv.6,56).
Dice
San Bernardo di Chiaravalle che solo i credenti riescono a percepire Gesù che
viene oggi nella sua Chiesa.
Da parte nostra è necessario che lo accogliamo con una conversione sincera. Egli viene a salvarci, ma non ci imporrà la sua salvezza, che non si realizzerà in noi in modo automatico, se non l’accogliamo liberamente nella fede, nella speranza e nella carità.
“Colui che ti creato senza di
te, non ti salverà senza di te”, dice Sant’Agostino. Pensare che Dio ci
salverà a prescindere dalla nostra risposta e dalla nostra libertà,
contraddice e rende senza significato tutta la storia della salvezza. Infatti se
Dio avesse voluto salvarci senza interpellarci, non avrebbe parlato ad Abramo, a
Mosè, al popolo d’Israele, non avrebbe mandato i profeti e soprattutto non
avrebbe mandato il suo Figlio Gesù Cristo a morire sulla croce per noi.
Dio vuole salvare tutti gli uomini, questo è assodato, ma non vuole salvarli senza il loro consenso. Dio infatti ci ha creati veramente liberi e non per finta. Egli rispetta la nostra libertà anche se questa libertà ci porta lontano da lui. Il problema dunque non è se Dio ci vuole salvare, perché su questo non ci sono dubbi, ma se noi accogliamo o meno la sua salvezza.
Non ho paura di Dio che mi vuole bene, ma ho paura di me stesso che possa ostinarmi a fargli resistenza, mettendolo in condizione di non potermi salvare.
Il
vero problema è il peccato contro lo Spirito Santo.
Gesù stesso nel Vangelo ci ha detto : “In verità vi dico: tutti i peccati saranno perdonati ai figli degli uomini e anche tutte le bestemmie che diranno; ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo, non avrà perdono in eterno: sarà reo di colpa eterna”(Mc. 3,28-29).
IL peccato contro lo Spirito Santo è il rifiuto della salvezza da parte dell’uomo che resiste a Dio volendo restare nella sua posizione di peccato.
La
tradizione ha individuato sei atteggiamenti di resistenza a Dio :
1)Disperazione della salvezza;
2)Presunzione di salvarsi senza merito; 3)Impugnare la verità conosciuta;
4)Invidia della grazia altrui; 5)Ostinazione nei peccati; 6)Impenitenza finale.
Non posso soffermarmi a spiegare i
peccati contro lo Spirito Santo, ma vorrei richiamare la vostra attenzione su
alcuni atteggiamenti e discorsi, che non oso chiamare peccati contro lo Spirito
Santo, perché non posso sapere cosa passa poi nella coscienza dell’uomo, ma
che vanno in quella direzione. Sono non pochi nelle nostre comunità che si
comportano e ragionano così : “Io mi salvo anche se non vado a Messa e se non
mi accosto ai sacramenti; State tranquillo che non andrò all’inferno, perché
se ci vado io, prima chissà quando ce ne devono andare; Io mi sento a posto,
perché devo andare a Messa la Domenica?”. Questo atteggiamento va verso la
presunzione di salvarsi senza merito, senza impegno. “Io credo in Dio ma non
credo alla Chiesa”; oppure : “Credo alla messa ma non credo alla
confessione”. Questo atteggiamento impugna la verità conosciuta, cioè la
combatte e la rifiuta.
Ci sono poi tanti che vivono in
peccato da anni o perché hanno una relazione adultera, o perché convivono, o
perché non si confessano dal giorno del matrimonio, o addirittura dalla prima
comunione che è stata anche l’ultima, o perché non partecipano alla Messa
domenicale, chissà da quando. E’ l’ostinazione nei peccati.
Dobbiamo prendere atto di questa
situazione. Il fatto che non ce ne accorgiamo più rivela una crescente
insensibilità alla parola di Dio. Dobbiamo pregare per tutte queste persone,
che saranno magari parenti, amici, conoscenti e dobbiamo dire a loro anche
una parola di correzione, di esortazione, facendo tutto con l’amore e
l’affetto che ci lega ad ognuno di essi. Se continuiamo a far finta di niente
e i nostri fratelli si perderanno, il Signore chiederà conto della loro anima a
noi. “Quando sentirai dalla mia bocca una parola, tu dovrai avvertirli da
parte mia. Se io dico al malvagio: Tu morirai! e tu non lo avverti e non
parli perché il malvagio desista dalla sua condotta perversa e viva, egli, il
malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto a
te”(Ez. 3,17-18). Anche nella Chiesa si parla poco della resistenza allo
Spirito Santo, in un tempo in cui bisogna essere proprio ciechi per non vederla.
Soprattutto noi pastori abbiamo
una grossa responsabilità nei riguardi del popolo santo di Dio.
In questo tempo in cui la parola
di Dio ci invita gridando :
“Preparate la via del Signore,
raddrizzate i suoi sentieri!
Ogni burrone sia riempito, ogni
monte e ogni colle sia abbassato; i passi tortuosi siano diritti; i luoghi
impervi spianati.
Ogni uomo vedrà la salvezza di
Dio!”(Lc. 3,4c-6);
esercitandoci nell’ascolto più
assiduo della parola di Dio, con la lettura Bibbia, nella preghiera più
intensa, con la recita del rosario o della liturgia delle ore, nella penitenza,
facendo violenza ai nostri difetti, e nella carità operosa verso chi è nel
bisogno, accogliamo disarmati il Signore che viene e vedremo così tutti la sua
salvezza.
Auguri di un santo Natale e di un anno nuovo ricco di opere buone.
Don
Alfonso